Lo Zoroastrismo e i «parsi» dell’India.

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il simbolo dello zoroastrismo

Lo Zoroastrismo è una religione monoteistica fondata da Zoroastro (detto anche Zarathuštra) intorno al primo millennio avanti Cristo nell’area dell’attuale Persia. Zoroastro visse nelle steppe dell’Asia Centrale tra l’Azerbaijan, il Turkmenistan e forse l’Afghanistan, in un periodo che va dal X al VII sec. a. C. Molti studiosi ritengono che sia nato tra il 1400 ed il 1200 a. C., ma non vi è alcuna certezza. È chiamato anche mazdeismo perché si basa sul culto di un solo dio chiamato Ahura Mazdā, che si sarebbe rivelato a Zarathuštra affidandogli un progetto di salvezza per l’uomo. Come per tutti i grandi profeti e predicatori della storia non mancano descrizioni enfatiche sulla sua nascita, caratterizzata da eventi prodigiosi: il luogo dove nacque fu inondato da una luce soprannaturale; la sua casa divenne incandescente e sfolgorante; la natura gioì e fece gran festa; infine un sovrano del Turan tentò di ucciderlo alla maniera di Erode non riuscendoci. Il Mazdeismo è una fede monoteistica in cui viene adorato il dio del bene Ahura Mazdā (letteralmente Signore che crea col pensiero) che si contrappone al dio del male Angra Mainyu e a tutta la sua schiera di demoni malvagi. Tutta la realtà è una lotta paritaria tra bene e male, in cui nessuna forza riesce a sovrastare sull’altra; esse si fronteggiano perfettamente alla pari. L’essere umano deve operare una scelta: al termine della vita riceverà la ricompensa o la peggiore esistenza.

comunità parsi dell’India

Il libro sacro del mazdaismo è l’Avesta costituito dal Vendidad, dal Vispered e dallo Yasna che contiene 17 inni sacri chiamati gatha; sono scritti in avestico, un’antichissima lingua iranica estintasi da millenni. L’Avesta è affiancato dal Khordan Avesta, un testo che parla degli gli esseri angelici, e da una raccolta di scritti posteriori chiamata Zend-avesta, che è una sorta di suo commentario esegetico. Va detto che lo Yasna è probabilmente l’unica parte che è stata scritta direttamente da Zoroastro, le altre sono state aggiunte dai sacerdoti nei secoli successivi. Il mazdeismo è stato per diversi secoli la religione ufficiale dell’Impero Persiano e dei regni sasanidi, ed è stato culturalmente, politicamente e demograficamente la fede più importante della Persia prima dell’avvento dell’Islam. Nello zoroastrismo il fuoco sacro riveste un ruolo particolare: è oggetto di venerazione ed è uno degli elementi che consentono l’adorazione di Mazdā; nei Templi di Fuoco i bracieri ardono di continuo e senza sosta; il fuoco non deve mai spegnersi e non deve mai essere contaminato da oggetti impuri come ad esempio il corpo umano, che è soggetto alla corruzione fisica e morale. Per evitare che i cadaveri contaminino sia il fuoco che la terra, vengono lasciati in balia degli avvoltoi nelle Torri del Silenzio. Il mazdeismo nel corso dei secoli ha avuto una certa evoluzione storica, infatti si pensa che all’inizio sia stato un monoteismo puro e semplice, e non un dualismo paritario creato dalla classe sacerdotale per come lo conosciamo oggi. I testi sacri sono assai disordinati e redatti in una lingua arcaica; l’esegesi è molto difficile e lacunosa. Già nel 1200 della nostra era molte comunità mazdee non comprendevano più l’avestico, usandolo solo come lingua liturgica.

Freddie Mercury (Pixabay)

I gruppi più importanti sono in Iran, Azerbaijan, Tagikistan e soprattutto in India. Il centro più numeroso dello zoroastrismo indiano si trova a Bombay, dove esiste una popolazione di circa 100 mila individui. È la più piccola minoranza etnica dell’India, fuggita dalla Persia nel decimo secolo dopo Cristo, e stanziatasi nel Gujarat per sottrarsi all’islamizzazione forzata. I mazdei vengono chiamati parsi ossia abitanti di Pars, una regione a sud della Persia. Con la conquista britannica molti di loro si trasferirono nella vicina Bombay dove raggiunsero posizioni di prestigio nel commercio, nella politica e nella cultura; oggi gli zoroastriani sono diffusi in tutto il mondo, dall’America ad Hong Kong. Uno dei parsi più famosi è stato Freddie Mercury il cantante rock dei Queen. Al secolo si chiamava Farrokh Bulsara e nacque a Zanzibar il 5 settembre 1946 da Rustomji e Jer Bulsara entrambi parsi di Bombay. Il cognome Bulsara deriva dalla città indiana di Valsad dove è molto diffuso. Il padre si era trasferito sull’isola africana perché lavorava per il Colonial Office cioè per il Ministero delle Colonie. Freddie trascorse gran parte della sua infanzia a Stone Town; a sette anni, come prescritto dai precetti mazdei, ricevette il navjote ossia il rito di iniziazione alla religione zoroastriana. Trasferitosi in India frequentò il St. Peter Boys School, un collegio privato dove poté studiare musica e dedicarsi al suo talento. Un altro parsi legato al mondo della musica è il direttore d’orchestra Zubin Mehta. Freddie Mercury morì in Inghilterra il 24 novembre 1991; i funerali vennero celebrati da due sacerdoti zoroastriani non in una «torre del silenzio», ma al Kensal Green Cemetery di Londra, dove la sua voce fa ancora molto rumore!

 

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