1 settembre 1939: «aquile al passo dell’oca».

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[immagini pubblico dominio o con licenza specifica]

la stazione radio di Gliwitz (Gliwice) [foto CC0]

La Seconda Guerra Mondiale ha inizio il 1° settembre 1939 [esattamente ottant’anni fa]   con l’invasione della Polonia da parte della Germania di Hitler.
Il piano tedesco era quello di aggredire la Polonia, sottometterla con relativa facilità e scatenare la reazione delle potenze occidentali. Per realizzare questo fu creato un pretesto che doveva servire da casus belli: ciò avvenne con  «l’incidente di Gleiwitz».
Alcuni membri del servizio segreto tedesco, al fine di simulare un attacco polacco, ebbero l’incarico di compiere degli atti di sabotaggio verso le installazioni radio tedesche presenti al confine con la Polonia.
Venne scelta la stazione radio di Gleiwitz, oggi Gliwice, nella regione della Slesia. L’operazione scattò alle ore 20:00 del 31 agosto.

Questa prevedeva l’esplosione di colpi di arma da fuoco a vuoto contro altri elementi dell’SD (Sicherheitsdienst, Servizio di Sicurezza, o Servizio Segreto delle SS), con indosso uniformi delle guardie di confine tedesche, l’occupazione della stazione radio e l’interruzione dei programmi allo scopo di trasmettere un messaggio antitedesco; per rendere maggiormente credibile l’accaduto furono prelevati prigionieri dai tratti slavi dai campi di concentramento, i quali, dopo essere stati vestiti con le uniformi polacche, sarebbero stati uccisi, lasciati sul posto come prova dell’aggressione polacca a beneficio dei fotografi e dei cronisti stranieri fatti arrivare sul posto come prova dell’incursione polacca in territorio tedesco. [fonte Wiki]

La prima vittima di quella guerra fu uno sconosciuto, probabilmente un delinquente comune di cui non si conosce l’identità.
Nel tentativo di fare apparire la Germania come vittima innocente di un’aggressione polacca, gli si era fatta indossare  una uniforme polacca, lo si era portato nella città di frontiera tedesca di Gleiwitz, e contro di lui aveva sparato la Gestapo, nella bizzarra simulazione di un «attacco polacco» alla stazione radio locale. Il mattino seguente, allorché le truppe tedesche dettero inizio alla loro avanzata in Polonia, Hitler si avvalse, come uno dei motivi dell’invasione, «dell’attacco di truppe regolari polacche alla trasmittente di Gleiwitz».
[“La Grande Storia della Seconda Guerra Mondiale” di Martin Gilbert, 1989].

soldati tedeschi rimuovono la sbarra di confine con la Polonia [Bundesarchiv, Bild/ Hans Sönnke /con licenza CC-BY-SA 3.0 de]

Era iniziata la Seconda Guerra Mondiale!
Il 3 settembre Regno Unito e Francia dichiarano guerra alla Germania; il 17 settembre l’Unione Sovietica invade la Polonia da est per assicurarsi l’annessione dei suoi territori orientali, così come stabilito dal Patto Molotov-Von Ribbentrop stipulato dai due plenipotenziari di Mosca e Berlino (che non resteranno alleate per molto!).
Il 5 ottobre Hitler passa in rivista le truppe tedesche a Varsavia; il 6 le ultime truppe polacche si arrendono.
Finora i fatti. Adesso ricordiamo dagli scritti di uno dei più stretti collaboratori del Führer quello che accadde nella notte del 22 agosto: un segno funesto e foriero di spaventosi presagi apparve nei cieli della Germania.
Il Völkischer Beobachter («Osservatore popolare», spesso abbreviato in VB, giornale ufficiale del Partito Nazista) il 23 agosto scrisse che l’Osservatorio di Sonneberg “aveva notato una gran luce nel cielo settentrionale”.

aurora boreale [foto CC0]

«Quella notte (22 agosto) ci intrattenemmo con Hitler nella terrazza del Berghof ad ammirare un raro fenomeno celeste: per un’ora circa, un’intensa aurora boreale* illuminò di luce rossa il leggendario Untersberg che ci stava di fronte, mentre la volta del cielo era una tavolozza di tutti i colori dell’arcobaleno. L’ultimo atto del Crepuscolo degli dei non avrebbe potuto essere messo in scena in modo più efficace. Anche i nostri volti e le nostre mani erano tinti di un rosso innaturale. Lo spettacolo produsse nelle nostre menti una profonda inquietudine. Di colpo, rivolto ad uno dei suoi consiglieri militari, Hitler disse: «Fa pensare a molto sangue. Questa volta non potremmo fare a meno di usare la forza».
Albert Speer – Memorie del Terzo Reich (1969).
[*l’aurora boreale è un fenomeno assolutamente difficile da osservare alle latitudini della Germania e per giunta durante il periodo estivo! N.d.R]

Il preludio all’immane catastrofe della Seconda Guerra Mondiale non avrebbe potuto avere scenografia migliore!

 

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Nicolò Vincenzo Di Giacomo

«il Corriere della Storia (& il Diario Boreale)» è un giornale di guerra che si occupa di etnoantropologia, di geografia e di linguistica. È un'antologia sul cinema che raccoglie tutte quelle pellicole ispirate a fatti realmente accaduti. È un foglio del passato che narra storie di luoghi, di uomini e di popoli. È un quaderno di storia che racconta i fatti del cielo, del mare e della terra, che hanno avuto come protagonisti gli uomini di ogni epoca !!!

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