«Troy» di Wolfgang Petersen (2004).

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[immagini senza royalty by Pixabay]

«Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse  lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò»

(Proemio dell’Iliade di Vincenzo Monti)

Achille

Achille a Briseide: «Ti dirò un segreto, una cosa che non insegnano nei templi. Gli dei ci invidiano. Ci invidiano perché siamo mortali, perché ogni momento può essere l’ultimo per noi. Ogni cosa è più bella per i condannati a morte… E tu non sarai mai più bella di quanto sei ora! Questo momento non tornerà».

Troy è un film del 2004 del regista Wolfgang Petersen, ispirato alla Guerra di Troia narrata nell’Iliade, il celebre poema epico di Omero. L’Iliade parla del conflitto tra la potentissima città di Troia protetta da Apollo dio del Sole [posta al di là del Mar Egeo sulle coste dello stretto dei Dardanelli nell’odierna Turchia]  e alcune città-stato dell’antica Grecia unificatesi sotto un unico comando con lo scopo di sconfiggerla. I greci vengono indicati come achei«Narra gli ultimi cinquantuno giorni dell’ultimo anno di guerra, in cui l’ira di Achille è l’argomento portante del poema. Opera ciclopica e complessa, è un caposaldo della letteratura greca e occidentale. Troia infine cadde grazie all’astuto Ulisse e al suo piano del cavallo di legno, cambiando l’esito del conflitto». […] da Wikipedia

Brad Pitt

La pellicola di Petersen si distacca da tutte le altre, che hanno raccontato la famosa guerra omerica, per descrizione e stile narrativo. Mostra due mondi, quello greco e quello troiano, dominati dai rispettivi eroi leggendari in netta opposizione tra loro. In essa vi sono due universi simbolici ed antropologici letteralmente contrapposti. Da una parte ci sono i greci: vanagloriosi, assetati di bramosia e ricolmi di tutti quei difetti che corrispondono all’uomo qualunque, iniquo e materiale. Rabbia, vendetta e forza bruta sono i loro connotati tipici. Dall’altra i troiani: nobili d’animo, intrepidi e luminosi di quello splendore che solo Apollo può concedere agli uomini. Quello che manca agli achei è tipico dei troiani, che riflettono nelle virtù il paradigma ideale dell’uomo perfetto. Troia è sola contro l’intero mondo greco che rappresenta un po’ l’oscurità di tutto ciò che è estraneo ed avverso agli uomini. Nel lungo decennio di guerra i troiani costringono i loro avversari a coalizzarsi in un’alleanza comune caratterizzata da instabilità, gelosie e disunione. Il film alterna scene epiche, e di grande azione, a momenti di struggente pathos emotivo che introietta lo spettatore verso attimi riflessivi e di profonda empatia. Scene riprese dall’alto nei momenti più suggestivi, come quello dell’assedio respinto dai soldati d’Apollo, fanno da perno a tutta la cornice scenografica entro cui si muove la macchina da presa. Memorabili  i dialoghi nei quali i vari personaggi si sfidano dialetticamente nel dimostrare le proprie ragioni ed il torto altrui. Colpiscono inoltre i continui richiami al viaggio nell’oltretomba. Tutti gli eroi caduti, da ambo le parti, vengono posti su delle pire funerarie e cremati, ma non prima che gli occhi vengano chiusi con delle monete che servono a pagare il traghettatore della morte. Avvincente la colonna sonora curata dal grande maestro James Horner.

il cavallo di Ulisse utilizzato nel film

Il rapimento di Elena [impersonata dalla bellissima Diane Kruger]  da parte del fragile e troppo giovane Paride genera forti preoccupazioni nel fratello Ettore, uomo leale e giusto. Più volte tenta infatti di scongiurare una nuova guerra contro i pretestuosi achei che ambiscono alla conquista della sua terra.
Ettore, padre e marito premuroso, interpretato magistralmente da Eric Bana, è il migliore tra tutti i guerrieri in campo. È secondo soltanto al sovrumano Achille che però possiede qualcosa che nessun altro uomo può mai avere: essendo un semidio è quasi immortale!
Le gesta degli eroi nella sceneggiatura del film diventano queste. In combattimento Ettore uccide dapprima Aiace, poi Menelao fratello di Agamennone, ed infine anche Patroclo amico ed amante di Achille.
Dopo aver appreso della sua morte, e colto dalla sua leggendaria ira funesta, il semidio sfida il principe troiano uccidendolo: ne trascinerà il corpo dietro ad un carro. Con l’astuzia di Ulisse (personaggio che Petersen relega in secondo piano) i greci riescono a penetrare nella città saccheggiandola e dandola alle fiamme. Agamennone elimina il grande Re Priamo, ma a sua volta sarà vittima di Briseide, la nuova schiava-musa di Achille. Questi nel tentativo di ricongiungersi a lei verrà colpito a morte da una freccia scoccata da Paride ed indirizzata verso il suo unico punto debole: il famoso tallone. L’antico splendore di Troia svanisce per sempre con la sua distruzione. Eppure non scomparirà del tutto. La bellezza di Troia rivivrà in un qualcosa di ancora più grande e glorioso. Nel finale è emblematica una famosa frase detta da Paride al giovane Enea mentre tenta di mettersi in salvo attraverso un passaggio segreto: «questa è la spada di Troia, finchè la porterà un troiano il nostro popolo avrà un futuro».
I suoi superstiti scappando verso occidente  daranno vita – attraverso Enea e suo figlio Iulo (detto anche Ascanio) – alla stirpe che fonderà  Roma!

 

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«il Corriere della Storia (& il Diario Boreale)» è un giornale di guerra che si occupa di etnoantropologia, di geografia e di linguistica. È un'antologia sul cinema che raccoglie tutte quelle pellicole ispirate a fatti realmente accaduti. È un foglio del passato che narra storie di luoghi, di uomini e di popoli. È un quaderno di storia che racconta i fatti del cielo, del mare e della terra, che hanno avuto come protagonisti gli uomini di ogni epoca !!!

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