«Le suffragette»: le donne che lottarono per il diritto di voto.

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[immagini di pubblico dominio]

Millicent Garrett Fawcett (*11 giugno 1847 + 5 agosto 1929) è stata una scrittrice e attivista britannica, suffragista e una tra le prime femministe. È conosciuta principalmente come militante per i diritti delle donne. [fonte wiki]

La lotta per l’emancipazione femminile,  nata dalla spinta propulsiva della Rivoluzione Francese, durante il periodo napoleonico ebbe una vistosa battuta d’arresto. Fu necessaria un’altra rivoluzione affinché riprendesse forza e vigore, e ciò avvenne grazie alla Rivoluzione Industriale.
Con l’industrializzazione, una gigantesca massa di donne venne immessa nel mondo del lavoro e le rivendicazioni dei diritti femminili diventarono ben presto uno dei cavalli di battaglia del movimento operaio.
In gran parte del vecchio continente nacquero i primi nuclei proletari femminili che reclamavano parità di diritti, trattamento, istruzione e accesso alle professioni. I primi comitati liberi che cominciarono ad occuparsi unicamente di questioni femminili sorsero proprio in Francia, tra questi ricordiamo:  il «Club delle Donne», fondato da Eugenia Niboyet e «il Club dell’emancipazione femminile» di Jeanne Deroin (entrambe attiviste e giornaliste).
C’è da dire però che i risultati maggiori e più significativi si ottennero proprio nella patria dell’industrializzazione: l’Inghilterra.
Nel Regno Unito la lotta diventò un fatto ancora più «moderno». Alle rivendicazioni dei ceti operai femminili si unirono quelle dell’alta borghesia britannica, affarista e benestante, e ciò trasformò ideologicamente l’idea stessa che stava alla base del «paritarismo»: questo non era più un fatto proletario ma universale, in quanto riguardava sia le aspirazioni delle donne dei livelli sociali più bassi, che le aspirazioni delle donne benestanti (anche se non aristocratiche).

l’era della Rivoluzione Industriale

Il movimento di emancipazione femminile puntava al raggiungimento di una meta fondamentale sulla quale poi si sarebbero basate con maggiore facilità altre rivendicazioni: il voto alle donne.
Erano nate le suffragette* che agirono tra la fine  dell’800 e gli inizi del nuovo secolo (*denominazione, talora polemica, delle femministe britanniche in lotta per l’estensione alle donne del diritto di voto) [fonte Treccani].
Il suffragio che si estrinseca nella facoltà di esercitare il diritto di elettorato attivo e passivo [ossia di poter votare e di potersi far eleggere]può essere di diversi tipi.
Il s. universale è quello che consente a tutti i cittadini e le cittadine maggiorenni di far valere il proprio diritto senza restrizioni di ordine economico, culturale, religioso o altro. Quello ristretto può essere condizionato da motivi ostativi che ne impediscono la temporanea attuazione per fattori legati esclusivamente all’età.

«Frattanto la causa femminista aveva conquistato numerosi uomini, e nel 1866 il filosofo ed economista  John Stuart Mill fu il primo deputato a presentare al Parlamento britannico una petizione firmata da 1500 donne che chiedevano di avere il diritto di voto; Mill partecipò  anche al Convegno di Manchester  (1868), organizzato da Millicent Garret, e l’anno successivo pubblicò un saggio sullo «Stato di soggezione della donna » che divenne ben presto un «classico» della letteratura femminista.
Nel libro si invocava per le donne una «uguaglianza pratica», cioè la parità politica e giuridica, la parità di retribuzione e il libero accesso alle carriere».
[Alberto Caocci – La Storia Volume 3, Ape Mursia]

Women’s Day

Negli Stati Uniti il suffragio censitario maschile, riservato a soli uomini ed appartenenti a determinati livelli sociali, venne introdotto nel 1776. Dalla seconda metà dell’800 fu ampliato in altri stati federati anche alle donne con un certo tasso di scolarizzazione.
Nel Regno Unito del primo novecento si assiste al totale raggiungimento della perfetta parità elettorale: nell’arco di un decennio, dal 1918 al 1928, si passa da un suffragio limitato esteso alle sole donne con età superiore a 30 anni, a quello senza limitazioni di sorta.
In Italia il s. universale venne concesso nel gennaio del 1945 con un decreto legislativo luogotenenziale a firma di Ivanoe Bonomi.
Quello che segue è tratto dal sito del Senato della Repubblica www.senato.it :
«Il Senato e la Camera, eletti a suffragio universale, diretto e segreto, durano in carica cinque anni […] I 630 deputati, la cui età non può essere inferiore ai 25 anni, vengono eletti da tutti i cittadini maggiorenni; i 315 senatori elettivi, la cui età non può essere inferiore ai 40 anni, vengono invece eletti dai cittadini che abbiano compiuto il 25° anno di età»
[cit.]

Benedetto XV

Nel 1919 Papa Benedetto XV si disse pubblicamente favorevole a concedere il diritto di voto alle donne.

 

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Nicolò Vincenzo Di Giacomo

«il Corriere della Storia (& il Diario Boreale)» è un giornale di guerra che si occupa di etnoantropologia, di geografia e di linguistica. È un'antologia sul cinema che raccoglie tutte quelle pellicole ispirate a fatti realmente accaduti. È un foglio del passato che narra storie di luoghi, di uomini e di popoli. È un quaderno di storia che racconta i fatti del cielo, del mare e della terra, che hanno avuto come protagonisti gli uomini di ogni epoca !!!

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