La svastika: il simbolo del sole, oscurato dalla «notte della storia».

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[la copertina si riferisce ad un tempio buddista di Seul (foto di Svdmolen CC BY-SA 3.0)]

tempio buddista – Taiwan (foto di Zilupe CC BY-SA 2.0)

La Svastica è un antico simbolo magico-religioso adottato da diverse popolazioni sin dalla preistoria.
E’ una croce con quattro braccia di uguale lunghezza terminanti con un ulteriore lato ad angolo retto, tutte rivolte verso sinistra.
Venne adottata come figura simbolica a causa di un’errata opinione sulle sue origini «arie o ariane» da diversi movimenti ideologici antisemiti di inizio novecento e soprattutto dal partito nazionalsocialista tedesco.
Il nome svastika o swasteka deriva dal sanscrito «svasti» e vuol dire letteralmente salute.
Questo simbolo di grande diffusione ha tuttora un significato sconosciuto; molti studiosi lo riconducono al simbolismo solare: pare sia il cammino del sole che va da oriente ad occidente.
«Il senso di movimento impresso alla croce dai suoi prolungamenti è da destra a sinistra, vale a dire che in base ad un orientamento verso sud (orientamento normale nell’emisfero boreale, in quanto rivolto al sole) corrisponde al movimento solare da est ad ovest. Nell’India antica è indubbiamente un simbolo solare, infatti la svastica che ha gli uncini in senso opposto è un simbolo infausto, evidentemente perché contrario al movimento del sole, cioè dell’ordine cosmico» [tratto dall’Enciclopedia Treccani].

chiesa bizantina Shavei-Zion, Israele (immagine CC0)

Occorre dire, tuttavia, che non sempre l’adozione del suo rovesciamento è stata recepita dalle culture antiche con una connotazione negativa. Nel lamaismo tibetano poiché possiede un significato beneaugurante è  facile rinvenirla ad ornamento di templi o di altri luoghi di culto, o addirittura come parte decorativa dell’oggettistica comune.
Nel Nepal, in India e nel Bhutan è facile trovarla disegnata all’ingresso delle abitazioni a protezione della casa e della vita domestica come elemento respingitore del male.

un tempietto a Kyoto – Giappone [foto di Alper Çuğun – Manji (CC BY-SA 2.0)]

A differenza di come si pensava una volta la sua origine non è da rintracciare tra i popoli indoeuropei; nella stessa India compare intorno al 500 a.C., quando il subcontinente era stato invaso già da qualche millennio dai popoli indo-ariani e dunque in piena epoca di mescolamento ariano-dravidico. Ricordiamo che il sistema religioso induista nacque dalla fusione di alcuni popoli del Centro-Asia di razza caucasoide con gli indigeni locali, anch’essi europoidi ma di pelle scura!
Questa figura geometrica parrebbe originaria dell’area mediterranea, ma su questo non vi è alcuna certezza.
«Esso si ritrova, per esempio, sui vasi del Dyplon, in Grecia, nella civiltà villanoviana in Italia. Ma molto prima ancora, nel tardo neolitico (intorno al 4000 a.C.) appare a Susa, per diffondersi nella civiltà egeo-anatolica (Creta, Troia, Cipro) e nelle regioni danubiane. Sarebbe azzardato fare delle ipotesi sul suo originario significato religioso, per comprendere il quale è necessario comunque tener conto del nesso formale che intercorre tra svastica e meandro, tra meandro e spirale: il labirinto» [tratto dall’Enciclopedia Treccani].

museo di Lielvārdes – Lituania (foto di Andreja Pumpura CC BY-SA 4.0)

La sua diffusione è talmente vasta che va: dall’Africa sud egiziana al Medio Oriente; dall’Anatolia alla Lituania; dalla Russia al Giappone; dall’Indonesia  alla Papua Nuova Guinea.

tempio induista di Goa Lawah – Bali, Indonesia (immagine di Jorge Láscar CC BY-SA 2.0)

Hitler, Rosenberg, Himmler e tanti altri esponenti del nazionalsocialismo erano ossessionati sia dall’occultismo che dalle pratiche magiche. Nella loro morbosa ricerca della conoscenza per fini di certo non nobili adottarono la svastica rivolta in senso contrario a quello del cammino del sole – e leggermente inclinata – per diffondere all’interno di gruppi di potere occulti quel magnetismo lugubre sotteso al suo stesso segno.
Hitler, che conosceva bene la potenza nera dei simboli rovesciati, fece dunque propria la svastika indiana sinistrosa (da sinistra a destra) legata al regno della dea indù Kali:  il regno della morte.
L’ideologia nazista che proiettava il mondo occidentalizzato laido e corrotto, in una prospettiva tanatologica distruttiva, era finalizzata alla creazione di un nuovo universo «arianamente puro» non contaminato dalle culture semitiche e sioniste, ritenute generatrici di discordie tra i popoli e di sopraffazioni per gli stati.
Tutto questo condusse il novecento, «il secolo orribile per eccellenza», verso la consumazione della civiltà europea di stampo ottocentesco.
Magia, politica e ideologia mescolate insieme per oscurare il cammino del sole e far emergere sopra di tutto il potere della morte.

Berlino 1941 (Bundesarchiv CC BY-SA 3.0)

Questa è la storia della svastica: un segno antico preso in prestito da un’ideologia criminale e diabolica che tentò di distruggere la civiltà germanica e il mondo intero.

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Nicolò Vincenzo Di Giacomo

«il Corriere della Storia (& il Diario Boreale)» è un giornale di guerra che si occupa di etnoantropologia, di geografia e di linguistica. È un'antologia sul cinema che raccoglie tutte quelle pellicole ispirate a fatti realmente accaduti. È un foglio del passato che narra storie di luoghi, di uomini e di popoli. È un quaderno di storia che racconta i fatti del cielo, del mare e della terra, che hanno avuto come protagonisti gli uomini di ogni epoca !!!

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