Duomo di Hildesheim, Bassa Sassonia, Germania.

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«Lo Splendore dei Secoli Oscuri»

[da una citazione dell’Enciclopedia dell’Arte Medievale – Treccani]

Particolare del soffitto ligneo del Duomo di San Michele a Hildesheim, Bassa Sassonia, Germania.

Il soffitto ligneo con boccole d’ottone, realizzato tra il 1190 – 1250, è decorato con raffigurazioni segmentate che mostrano diverse scene bibliche: la genealogia di Gesù; Davide figlio di Iesse; l’immagine di diversi profeti e infine l’episodio del peccato originale con Adamo ed Eva nell’atto di raccogliere i diversi «pomi d’oro» nel Giardino dell’Eden.
In esso  dominano le tonalità del rosso scarlatto, dell’ocra e del blu di Prussia.
L’opera dimostra che gli illustratori nel complesso possedevano una buona conoscenza dell’anatomia plastica penalizzata tuttavia da una costruzione spaziale  ancora troppo primitiva.
Entrando in chiesa ed osservando il primo segmento, riguardante il frutto della conoscenza, qualcuno ha scorto in esso una certa simbologia tra la mela e il fungo velenoso ed allucinogeno tipico delle fiabe: l’amanita muscaria. Viene metaforicamente riprodotta in un cerchio rosso costellato da pomi d’oro che richiama i suoi caratteristici puntini bianchi.
È un dipinto che contiene un messaggio enigmatico e forse anche misterioso, ma di certo pieno di fascino e carico di grande suggestione.

Intervista di Silvia Truzzi a Franco Cardini ne «Il Fatto Quotidiano», 24 marzo 2019.

– Silvia Truzzi:  «Professore, “roba da medioevo” è diventata un’offesa di moda?»
– Prof. Franco Cardini: «Più che un’offesa è una dichiarazione di analfabetismo. Se chi la proferisce avesse un minimo d’istruzione anche media, saprebbe che il “medioevo” non esiste: è una convenzione. La stessa parola che lo indica è un’antidefinizione, una non-definizione. Gli umanisti italiani tre-quattrocenteschi, a cominciare dallo stesso Petrarca, avevano riscoperto (per l’ennesima volta, dopo che già era accaduto nel IX, nel X, nel XII secolo) l’antichità romana e un po’ più tardi anche greca con la sua lingua e la sua arte: e ritenevano che il lungo periodo che da essa li separava fossero stati una lunga notte (tra V e XIV secolo) di barbarie, d’ignoranza, di fanatismo, di superstizione. Un periodo indegno persino di essere definito: quindi “Medium Aevum”, “Media tempestas”. Essi s’illudevano di restaurare l’antichità. È la base concettuale di quello che, a partire dall’Ottocento, si sarebbe chiamato “Rinascimento”».

Questo è il Medioevo: «lo Splendore dei Secoli Oscuri».

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Nicolò Vincenzo Di Giacomo

«il Corriere della Storia (& il Diario Boreale)» è un giornale di guerra che si occupa di etnoantropologia, di geografia e di linguistica. È un'antologia sul cinema che raccoglie tutte quelle pellicole ispirate a fatti realmente accaduti. È un foglio del passato che narra storie di luoghi, di uomini e di popoli. È un quaderno di storia che racconta i fatti del cielo, del mare e della terra, che hanno avuto come protagonisti gli uomini di ogni epoca !!!

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