Georgia (საქართველო): la perla del Caucaso.

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la Georgia (in giallo) con l’Abkhazia (in verde) e l’Ossezia Meridionale (in viola) [illustrazione con licenza CC0]

Marco Polo scriveva così:
«Anticamente tutti i re di quella provincia (Georgia) nascevano con il segno di un’aquila sopra la spalla destra. Sono belle persone, valorosi in guerra e buoni tiratori; sono cristiani e seguono il rito greco; i capelli portano corti a guisa di chierici. Questa è la provincia che Alessandro il Grande non poté attraversare, perché da un lato c’è il mare e dall’altro le montagne».
[cit. da Il Milione]

La Georgia (საქართველო) è uno stato caucasico dell’ex URSS compreso tra la Russia, la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaijan.
Occupa quella zona detta Transcaucasia, ossia al di là del Caucaso, e si estende ed occupa quasi tutto il suo versante meridionale.
Il suo territorio va dal Mar Nero alle maestose vette del Caucaso Maggiore che raggiungono e spesso superano i 5.000 metri d’altezza. Anche a sud, lungo il confine con l’Armenia, si ergono rilievi di una certa entità che costituiscono il cosiddetto Caucaso Minore. Le montagne più alte però si trovano al confine con la Russia: una è il monte Shkhara (5.068 mt.) che è anche  il punto più elevato del Paese; l’altra è il Kazbek.
Le province a nord fanno parte del sistema montuoso centrale caucasico e rappresentano le sue regioni storiche per eccellenza: sono la Mingrelia, la Svanezia, Kackezia, la Tuscezia, la Chevsuria ed altre.
E’ suddivisa amministrativamente in 9 regioni e in 3 repubbliche già autonome, due delle quali si sono autoproclamate indipendenti: l’Abkhazia e l’Ossezia Meridionale. La terza, invece, chiamata Agiaria o Adzaristan, confinante a sud con la Turchia, non rivendica alcuna pretesa separatista.
A questo computo va sommato anche il distretto della capitale che ha uno status giuridico particolareggiato, in quanto costituisce un territorio metropolitano a sé stante.

villaggio di Zhabeshi in Svanezia [foto di Gogi Bedenashvili (CC BY-SA 2.0)]

Il tasso di urbanizzazione pari al 57% negli ultimi anni è in forte crescita. Oltre un quarto dei georgiani vive nella capitale Tbilisi (1.100.000 ab.), di gran lunga la città più popolata ed importante del Paese.
Superano le centomila persone anche le città di Batumi (153.000 ab.), di Kutaisi (148.000 ab.) e di Rustavi (125.000 ab.).
La popolazione è costituita per la maggior parte da georgiani (87%); seguono gli azeri (6,5%) e gli armeni (4,5%). La religione più professata è quella cristiana con i cristiano-ortodossi georgiani (83,5%) e i cristiano-apostolici armeni  (3%). I musulmani-sunniti si attestano invece intorno al 10,5%.
La lingua georgiana assieme alla lingua svan, al mingrelio e al laz, appartiene alla famiglia delle lingue caucasiche meridionali chiamate  cartveliche. Queste lingue non sono imparentate con nessun’altra parlata; pertanto esse costituiscono un universo linguistico a se stante, totalmente sui generis. Come le altre qui elencate, è una lingua di tipo agglutinante. Il suo alfabeto è antichissimo; si pensa che sia stato influenzato addirittura da quello greco.
Gli svan, i mingreli e i laz costituiscono popolazioni e comunità semi-georgiane: sono gli abitanti delle vaste regioni di montagna che qui sono imponenti, particolarmente fitte e spaventosamente alte.
La Georgia è stata il secondo paese al mondo dopo l’Armenia, ad aver adottato e proclamato il cristianesimo come religione ufficiale del suo Regno.

Tsminda Sameba, chiesa della Trinità di Gergeti, monte Kazbek [foto di Roberto Strauss (CC BY-SA 2.0)]

Storia recente.

Nel 1921, anno dell’ingresso del paese nell’Unione Sovietica, gli abitanti superavano di poco i 2.500.000; alla fine del decennio 1980, raggiungevano i 5.443.000. A partire dal conseguimento dell’indipendenza (1991), la difficile situazione politica ed economica interna ha causato l’emigrazione in Russia e in Occidente di circa 800.000 persone […]
Durante il periodo di appartenenza all’Unione Sovietica la G. ha conosciuto un discreto sviluppo. La sua economia, tradizionalmente agricola, si è rivolta anche verso l’industria (meccanica, aeronautica, elettronica, chimica, metallurgica, tessile, agroalimentare). Ciò nondimeno, il paese ha conservato la sua vocazione agricola, diventando uno dei principali fornitori di prodotti della terra (soprattutto agrumi, tè e prodotti vitivinicoli) nell’ambito dell’Unione Sovietica. La G. rappresentava inoltre un’importante meta per il turismo sovietico grazie alla varietà dell’offerta (balneare, montana, culturale). La sua economia era strettamente legata a quella degli altri membri dell’Unione e la scarsità di risorse energetiche acuiva la dipendenza dai partner sovietici […]
Dopo il conseguimento dell’indipendenza, la G. ha vissuto un periodo di gravissima crisi economica, resa particolarmente difficile dall’instabilità politica interna e dai conflitti etnici con le minoranze secessioniste dell’Abhazija e dell’Ossezia Meridionale […]
I principali partner commerciali della G. sono Russia, Turchia, Azerbaigian, Germania, USA. Le esportazioni sono soprattutto formate da prodotti agroalimentari e metalliferi; tra le importazioni figurano principalmente petrolio e derivati, gas naturale, prodotti alimentari.
[Cit. dall’enciclopedia Treccani]

Alcune curiosità.
– I georgiani sono abili ballerini. La tipica danza tradizionale chiamata dai russi lezginka*, comune a tutti i popoli caucasici, qui in Georgia trova la sua più alta espressione a motivo della grande ricchezza culturale che essa possiede. Quella georgiana è davvero sui generis, ed è stata influenzata da quella armena, greca e persiana.
– Pare che la prima produzione al mondo di vino (termine che deriva dalla parola georgiana «gvino») sia stata realizzata proprio in questa zona. Di recente è stato rinvenuto un sito che secondo alcuni potrebbe costituire la più antica cantina del mondo:  è databile intorno al 4000 a. C.
«Questa è la Georgia: la terra del Vello d’Oro. Terra di montagne, di danzatori e di sognatori»

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*[vedi l’articolo in questa sezione intitolato Le Complessità del Caucaso (seconda parte)]

About Author

Nicolò Vincenzo Di Giacomo

«il Corriere della Storia (& il Diario Boreale)» è un giornale di guerra che si occupa di etnoantropologia, di geografia e di linguistica. È un'antologia sul cinema che raccoglie tutte quelle pellicole ispirate a fatti realmente accaduti. È un foglio del passato che narra storie di luoghi, di uomini e di popoli. È un quaderno di storia che racconta i fatti del cielo, del mare e della terra, che hanno avuto come protagonisti gli uomini di ogni epoca !!!

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