I popoli turchi (prima parte)

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Balint Kiss – War against the Turks (1857). Galleria nazionale ungherese, Budapest, Ungheria [foto CC0]

La Turchia è uno stato euro-asiatico di fede islamica che si affaccia sul Mediterraneo e sul Mar Nero. La Penisola dell’Anatolia rappresenta il 97% del suo territorio costituendo tradizionalmente la cosiddetta Asia AnterioreLa rimanente parte, circa il 3% di superficie, si trova in Europa e pertanto nella sua interezza viene considerata come uno stato transcontinentaleGeograficamente è anche per l’appunto terra d’Europa per via della sopra citata sua parte di terra confinante con la Grecia e con la BulgariaIstanbul l’antica Bisanzio greca, che fu poi la Costantinopoli dell’Impero Romano d’Oriente, può infatti vantare lo status di città divisa tra due continenti. È una città davvero unica, nella quale oriente ed occidente si incontrano e si abbracciano. Si affaccia ai due lati del Bosforo che è lo stretto di mare attraverso il quale dal Mar Egeo si entra nel Ponto Eusino, cioè nel Mar NeroLa penisola anatolica dove insiste la gran parte di Turchia confina a sud con Syria ed Iraq; ad est con l’Iran e un po’ più a nord con l’Armenia e la Georgia, che sono due stati caucasici ex sovietici. Ma chi sono i turchi? I turchi propriamente detti non sono altro che i discendenti odierni dei vecchi ottomani, i quali nel 1281 fondarono l’Impero Turco, detto per l’appunto ottomano. È un termine derivante da «osmanli» che significa “appartenente ad Osman”, capostipite di quella dinastia di cui ne fu anche sultano e califfo. Gli albòri del nuovo stato turco furono nell’attuale Anatolia, divisa all’epoca tra i possedimenti romano-bizantini di Costantinopoli, tra quelli cristiani dell’Antica Armenia e tra quelli di alcuni stati vassalli dell’Impero Turco-Selgiuchide. Questi ultimi furono i precursori degli stessi ottomani. Ma facciamo un passo ancora più indietro.

Distribuzione dei popoli turchi [foto di Atilim Gunes Baydin con licenza CC BY-SA 2.5]

La genesi dei popoli turchi va cercata nell’Asia centrale e mongolicaEssi appartengono ad una grande costellazione di genti classificate antropologicamente come di stirpe turco-mongola che racchiude in sé un insieme molto vasto di etnie accomunate dalle medesime radici linguistiche, ma non religiose: infatti a differenza dei turchi, che col tempo si sono islamizzati, i mongoli sono rimasti buddisti o animisti. Va ricordato inoltre che molti popoli siberiani appartengono ancor oggi a questa grande famiglia linguistica. Nel tardo medioevo le immense, desolate e pianeggianti steppe euroasiatiche, hanno permesso a molte di queste tribù di espandersi verso occidente «tramite delle vere e proprie autostrade desertiche», tanto che tali orde sono riuscite ad alterare in un modo parecchio significativo l’intera struttura politica e sociale di diversi stati europei, mediterranei, mediorientali, ed estremo-orientali. Fautori di tutto ciò furono proprio i clan mongoli che unificati sotto il grande Gengis Khan si spinsero sempre più verso ovest, iniziando nel 1200 una serie di grandissime conquiste territoriali che costrinsero le diverse comunità turche a spostarsi verso l’Europa, la Persia, il Medio Oriente e l’attuale Turchia. La maggior parte di questi popoli «turanici» (appellativo conferito loro dai popoli persiani) spinti dai mongoli sciamano-buddhisti, rimodellò tutta la fisionomia euro-asiatica in un modo irreversibile. Gli Oghuz, ad esempio, furono una confederazione di stati turchi (già di fede islamica) che diede vita alla dinastia turco-persiana dei Selgiuchidi, la quale poi sostituendosi ad altri regni dell’Anatolia creò proprio quella degli ottomani. Si pensa che in un tempo assai arcaico (per non dire quasi preistorico) mongoli e turchi siano stati tra loro gruppi molto più affini di adesso, tanto da non avere distinzioni fisiche di rilievo.

Tartaria – Carel Allard, 1690 [immagine CC0]

Nell’occidente medievale gli stessi mongoli erano chiamati «tatari o tartari». Questo termine nel corso del tempo è stato fonte di gran confusione. Entrambi gli aggettivi, l’uno corruzione dell’altro, servono a designare molti loro cugini prossimi e meno prossimi, che vivono nella Federazione Russa e più precisamente: nell’odierno Tatarstan; nella Crimea dove abitano i cosiddetti «Tartari di Crimea»; e più in generale nel Caucaso o nella Siberia. Tra di essi vi sono tanti altri piccoli gruppi che vivono in Polonia, in Lituania e in Cina. L’ Impero Ottomano fu un impero di vaste dimensioni, che dominò sia nel Medio Oriente, sia in Europa e sia nel Nord Africa. Tutti questi nuclei umani condividono con la lontana Ankara la medesima genesi etnica, ma le differenziazioni nate a seguito delle singole evoluzioni storiche sono diventate via via sempre più marcate. In ogni caso esiste ancora qualcosa di culturalmente latente (costumi, tradizioni, e valori antropici) che accomuna tra loro i tanti popoli steppici.

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«il Corriere della Storia (& il Diario Boreale)» è un giornale di guerra che si occupa di etnoantropologia, di geografia e di linguistica. È un'antologia sul cinema che raccoglie tutte quelle pellicole ispirate a fatti realmente accaduti. È un foglio del passato che narra storie di luoghi, di uomini e di popoli. È un quaderno di storia che racconta i fatti del cielo, del mare e della terra, che hanno avuto come protagonisti gli uomini di ogni epoca !!!

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