4 luglio 1989: un aereo senza pilota sui cieli d’Europa.

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[immagini di pubblico dominio]

Soviet MiG-23 MLD

La mattina del 4 luglio 1989 un MiG-23 sovietico decollò dalla base aerea di Bagicz-Kolobrzeg in Polonia per un normale volo di addestramento. Era pilotato dal colonnello Nikolaj Skuridin (Николай Скуридин).
Alle 9:14 dopo appena 41 secondi di volo, il postbruciatore iniziò ad accusare un vistoso calo di potenza spegnendosi del tutto. Il pilota, trovandosi ad un’altezza di circa 130-150 metri e ritenendo che l’impatto al suolo fosse ormai inevitabile, aprì la calotta del velivolo e si auto-espulse col seggiolino eiettabile, atterrando col paracadute e riportando solo qualche lieve contusione.
Dopo alcuni minuti accadde qualcosa di ancor più straordinario: «il reattore si riavviò incredibilmente da solo e il caccia riprendendo lentamente quota con l’autopilota inserito e seguendo l’ultima rotta impostata, iniziò a dirigersi verso ovest ma senza piú il colonnello Skuridin ai suoi comandi».

il seggiolino eiettabile [foto di Stefan Kühn concessa con licenza  CC0]

L’apparecchio in costante risalita e viaggiando ad una velocità di mach 0,74 (cioè di 913,752 km/h) raggiunse l’altezza di 11/12.000 metri [37.000 piedi]  e si stabilizzò definitivamente. Il personale di terra di Bagicz cominciò a seguire incredulo e preoccupato la sua folle corsa.
Il velivolo era equipaggiato unicamente con la dotazione difensiva costituita dalla mitragliera di 23 mm e dal relativo munizionamento. A
lle 9:30 aveva già lasciato la Polonia e continuava a volare indisturbato in territorio tedesco-orientale apprestandosi ad attraversare anche il successivo confine tra le due Germanie. Questo alle ore 9:40. Alle 9:46 era giá in territorio NATO.
Nei pressi di Dannenberg, nel lander della Bassa Sassonia, fu avvistato dai radar occidentali; da lì a poco (alle 10:02) trovandosi nei pressi di Osnabrück fu intercettato da due F-15 «Eagle» americani decollati dalla base di Soesterberg – in Olanda – per ordine del tenente colonnello Rainer Otte.
Lo scopo era quello di accertarne l’identità  e mettere in atto tutte quelle procedure di dissuasione previste per gli sconfinamenti non autorizzati.

la rotta seguita dal MiG da est verso ovest

I due piloti statunitensi dopo essersi accorti che viaggiava senza pilota chiesero l’autorizzazione per l’abbattimento che però gli venne negata. A circa 50 km a sud-est di Amburgo, il MiG inizia ad attraversare il confine con l’Olanda sulla città di Enschede continuando sulla sua rotta in direzione sud-ovest. Sono circa le 10:15. Qui viene affiancato da due Mirage francesi. Entra in territorio belga e il Ministro della Difesa di allora Guy Coëme assieme agli alti vertici dell’esercito decidono ancora una volta di non intervenire e di lasciare che continui la sua corsa verso il Mare del Nord.
Alle 10:37 arriva il triste epilogo di questa vicenda bizzarra e surreale. Dopo aver finito tutto il carburante inizia lentamente ad abbassarsi di quota per poi schiantarsi al suolo sulla città di Kortrijk/Courtrainel Belgio fiammingo, abbattendosi su di una fattoria ed uccidendo un ragazzo di 18 anni: il suo nome era Wim De Laere. Era uno studente di informatica. Fin qui i fatti accaduti in quell’estate del 1989.
Di seguito verranno illustrati alcuni dati tecnici, seguiti da altre considerazioni di tipo storico.

un Mig23 polacco

Il Mikoyan-Gurevich MiG-23 è un caccia intercettore monomotore ad ala a geometria variabile. È mosso da una turboventola Khatchaturov R-35-300 con postbruciatore. Lungo 16 metri e 70, e con un’apertura alare di 13,97 metri, è un aereo non particolarmente eccellente. Raggiunge una velocità massima di 2,35 mach (circa 2850 km/h) con una accelerazione in salita di 240 metri al secondo. La capacità di combustibile è di 4.600 kg con un’autonomia di circa 2.820 km.

 

Progettato da Artëm Mikojan e da Mikhail Gurevič negli anni settanta è stato prodotto in circa 5.000 esemplari ed è stato adottato dalle aviazioni di 25 paesi (in alcuni è ancora utilizzato). Per la sua epoca aveva un propulsore estremamente potente che gli garantiva una buona capacità di risalita. Le ali a geometria variabile gli consentivano di adattarsi a tutte le condizioni di volo e dunque di adottare un profilo ottimale per tutte le velocità.
Anche se abbastanza versatile, è stato un mezzo modesto e non particolarmente brillante. Aveva infatti un’avionica complessa, poco affidabile ed un armamento missilistico poco incisivo e prestazioni relativamente discrete.
Occorre dire che in occasione di quei fatti si verificarono una serie di reazioni abbastanza strane. La Tass (l’Agenzia di Stampa Sovietica) diede la notizia ufficiale dell’incidente solo dopo dodici ore. Il giorno dopo, il 5 luglio, il Presidente dell’URSS Gorbaciov, rammaricato per l’accaduto, manifestò al popolo belga il proprio cordoglio e quello di Stato.
Due giorni dopo il disastro apparve sulla Pravda un articolo che criticava il comando sovietico. Per contro, il governo belga cercò di evitare l’enorme clamore mediatico. Ad ovest era chiaro da tempo che nel blocco orientale stavano per accadere dei significativi cambiamenti che non bisognava ostacolare.

localizzazione di Kortrijk/Courtrai [foto di pubblico dominio]

Da un punto di vista strettamente giuridico e processuale, non essendoci mai stati prima di allora casi simili, la faccenda era sul punto di chiudersi nel silenzio diplomatico. Quattro mesi dopo, nel novembre 1989, mentre cadeva il Muro che separava due mondi e due nazioni, il governo belga riusciva ad ottenere dall’URSS  l’equivalente di € 625.000 di risarcimento per la famiglia De Laere.
Perché in quella mattina di quel lontano luglio un caccia senza pilota riuscì a sorvolare i cieli di mezza Europa senza che venisse abbattuto dalle difese aeree della NATO? La risposta è semplice: ad un passo dalla guerra atomica le elitès di comando di entrambi i «blocchi» avevano percepito in quale terribile baratro stava per sprofondare il mondo intero.
Il processo di distensione iniziato in ogni ambito della vita pubblica e privata delle nazioni europee, aveva portato ad un sistema ben collaudato di soluzioni diplomatiche delle singole crisi. Ricordiamo ad es. che il 28 maggio del 1987, due anni prima, qualcosa di analogo era accaduto sui confini orientali «ma alla rovescia». Ci riferiamo all’impresa del giovane aviatore tedesco Matthias Rust (del quale abbiamo parlato nell’articolo del 28 maggio 2017) che partito dalla Finlandia riuscì ad atterrare con un aereo da turismo sulla Piazza Rossa.

insegna dell’aviazione cecoslovacca

Abbattere un velivolo nemico sui cieli di alcune delle più importanti città europee avrebbe potuto comportare danni ben più gravi di quelli verificatesi con lo schianto al suolo su quella casa belga.
La tragica morte del giovane ragazzo di Kortrijk è stata, ed è ancora, l’evento più doloroso di tutta questa anomala vicenda.
Quella strana estate dell’89 stava ormai preparando il terreno a quell’autunno berlinese che conosciamo tutti e che sarebbe passato alla storia con la caduta del «Muro».
La follia con la quale una città e due nazioni furono separate per ben 28 anni stava per terminare e per venir giù esattamente come quel MiG precipitato su di una fattoria del Belgio senza più una guida!

Questo è un video in lingua russa pubblicato su YouTube da  Rogandar NEWs – Новости, факты, события.
Da qui è liberamente condivisibile ma non scaricabile tramite download.

 

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«il Corriere della Storia (& il Diario Boreale)» è un giornale di guerra che si occupa di etnoantropologia, di geografia e di linguistica. È un'antologia sul cinema che raccoglie tutte quelle pellicole ispirate a fatti realmente accaduti. È un foglio del passato che narra storie di luoghi, di uomini e di popoli. È un quaderno di storia che racconta i fatti del cielo, del mare e della terra, che hanno avuto come protagonisti gli uomini di ogni epoca !!!

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